DigiPaese

Servizio Civile Digitale 2022–2023, Amantea

Fare musica in un territorio marginale significa spesso muoversi tra assenza di spazi, mancanza di strumenti e dispersione delle pratiche. Allo stesso tempo, proprio in questi contesti la musica diventa archivio vivo, racconto situato, forma di relazione tra generazioni.

DigiPaese nasce dentro questa tensione: tenere insieme memoria e presente, territori e strumenti digitali, pratiche locali e possibilità di accesso più ampie.

Il progetto è stato sviluppato da volontarə del Servizio Civile Digitale 2022–2023 in collaborazione con La Rivoluzione delle Seppie, attraverso un processo che ha intrecciato ricerca, produzione e attivazione territoriale.

Una prima fase ha riguardato la raccolta di materiali e testimonianze: interviste a musicistə e abitanti, registrazioni, ricostruzione di archivi dispersi o informali. La musica emerge così come dispositivo narrativo capace di restituire differenze, continuità e trasformazioni tra generazioni.

Stato di fatto della casa

Il lavoro si è poi concentrato sulla costruzione di una mediateca digitale, uno spazio accessibile che raccoglie brani, biografie e informazioni legate al contesto locale. Un archivio che attraversa generi diversi — dalle forme tradizionali fino alle produzioni contemporanee — mantenendo al centro il rapporto con il territorio.

Parallelamente alla costruzione dell’archivio, DigiPaese si è sviluppato come spazio ibrido: una piattaforma digitale pensata per essere fruita anche fisicamente, attraverso dispositivi e installazioni collocate in luoghi di uso quotidiano.

La cabina musicale immaginata dal progetto si configura come punto di accesso e di incontro: un’infrastruttura minima che rende visibile e condivisibile un patrimonio spesso frammentato.

Mediterraneo

Il processo ha evidenziato un elemento ricorrente: al di là delle differenze tra linguaggi e generazioni, emerge una necessità comune di spazi di aggregazione, produzione e ascolto.

A partire da questa esigenza, DigiPaese ha attivato momenti pubblici e laboratoriali, tra cui il workshop di Collective Track Building, guidato dal produttore musicale cosentino Stanislao Spike Costabile.

 

Il laboratorio si è sviluppato tra il Seppie Lab e il Mercato ortofrutticolo di Amantea come uno spazio aperto, accessibile a partecipanti con background diversi: musicistə, cantanti, autorə, ma anche persone senza esperienza specifica, mosse dal desiderio di entrare in relazione con i suoni del proprio territorio.

Il processo di costruzione del brano è partito dalla raccolta e campionatura di suoni locali e strumenti portati dai partecipanti, attraversando fasi di editing, registrazione e composizione collettiva. Il risultato è un brano che restituisce una stratificazione di paesaggi sonori, esperienze e immaginari.

Attraverso pratiche orizzontali e modalità di apprendimento basate sul fare, il workshop ha funzionato come dispositivo capace di mettere in relazione competenze diverse, generando un output condiviso e allo stesso tempo attivando nuove forme di partecipazione.

Casa di BelMondo

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Il progetto è aperto a tutti, è destinato a far parte del contesto urbano permanente di attività culturali, artistiche e sociali e parte di un programma di educazione non convenzionale.

Workshop precente

Workshop successivo