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Crossings Extended

Educazione non formale a Belmonte Calabro 

Crossings Extended è una serie di workshop di cadenza trimestrale in cui molteplici comunità si uniscono come membri attivi verso il fine di riattivare il borgo di Belmonte Calabro, nella più larga strategia di BelMondo. Crossings, che ha avuto diversi nomi negli anni, (Crossing Cultures, Crossings Extended) è un progetto che mira a realizzare cambiamenti strategici e favorire lo sviluppo sociale mentre insegna l’architettura, e non solo, in modo inclusivo, impegnato e collaborativo. Le azioni sono eseguite nel villaggio di montagna italiano spopolato Belmonte Calabro, nella regione Calabria, in prossimità di svariate realtà per l’integrazione di migranti, culturalmente diversi che hanno attraversato il mare per arrivare sulla costa del sud Italia, molti dei quali rivendicano lo status di rifugiato.

 

Belmonte Calabro visione aerea

Crossings è nato dopo un seminario estivo guidato dagli studenti nel 2016, che hanno poi formato La Rivoluzione delle Seppie, il progetto ha cercato di negoziare tra università e pratica . Raggiunse quindi lo studio accademico e proseguì come progetto di comunità dal vivo con studenti dell’atelier di Londra. Gite in autunno e workshop in estate hanno messo in campo strumenti di comunicazione interculturale attraverso la condivisione di competenze e passioni comuni come cucire, realizzare mobili e cucina, sia locali calabresi che stranieri portati da migranti. Studenti universitari e post-laurea soggiornano a Belmonte per dieci giorni, insieme a un gruppo di dieci migranti, Le Seppie organizzano workshop a gruppi nelle settimane, talk, lecture e serate di proiezione di film per far rivivere parti abbandonate della città, hanno organizzato seminari con i bambini delle scuole locali e tutti agiscono insieme come agenti del progetto. Momenti informali ed eventi formali evidenziano la fiducia acquisita dalla popolazione locale: i locali hanno aperto le loro case per fornire elettricità per le proiezioni dei film; gli anziani del villaggio condividevano i loro giochi di carte con studenti e rifugiati nel bar locale; e il comune nel 2017 ha firmato un protocollo d’intesa per una collaborazione formale di 3 anni, affidandoci uno spazio per la residenza futura, in modo che gli impegni possano crescere.

 

La nostra priorità metodologica è stata quella di sviluppare strategie urbane che rafforzino l’identità di Belmonte supportata attraverso la creazione di eventi della vita reale e piccole costruzioni, ad esempio proponendo di sviluppare spazi pubblici ed edifici, diretti attraverso consultazioni con attori chiave tra cui migranti e locali. Parte della nostra pedagogia del design è l’impegno a lungo termine in Calabria come metodo per guidare il cambiamento sociale, ed è importante concentrarsi sullo sviluppo progressivo della fiducia tra i diversi gruppi sociali, nuovi e indigeni, consentendo di conseguenza la competenza di residenti e rifugiati tempo e responsabilizzazione delle comunità a lungo termine. Negli ultimi anni, abbiamo visto un aumento degli studenti e dei giovani professionisti che vogliono ridefinire il loro ruolo di architetti, uno studente che afferma in modo rappresentativo:

 

“As an architect, I would like to have a positive impact on other people and their lives and help them live in a better and fuller way by implementing clever design solutions. I would like to contribute to the society by producing meaningful work that is beneficial to others”.

Cielewicz, Michael, and Denicke-Polcher, Sandra, Interview regarding the role of the future architect, 2014

Discussione di gruppo attorno a disegni

Reimagining Campus

Finora, spopolamento e degrado fisico territoriale hanno fatto percepire questi luoghi come spazi «vuoti». Sono stati considerati aree residuali mentre oggi si accresce la consapevolezza che possono essere capaci di attrarre grazie ai loro fattori ambientali e paesaggistici sia chi intende viverli sia nelle forme temporanee della fruizione ricreativa ed esperienziale. Il progetto che dal 2016 stiamo progressivamente portando avanti a Belmonte Calabro tenta di reinterpretare questa realtà con l’obiettivo di attuare o, comunque, sperimentare nuove forme dell’abitare. Il modello a cui si tende non è quello di una contrapposizione tra concentrazione urbane e aree periferiche ma quelli di renderli interdipendenti tra di loro attraverso la definizione di diverse espressioni di socialità.

 

Durante l’anno accademico 2017-18, la London Metropolitan University ha introdotto tre gruppi di protagonisti in Calabria, Projects, Making ed Events, quindi, attraverso idee progettuali, materiali e eventi sociali, abbiamo di conseguenza coinvolto Belmonte come luogo di produzione. Mentre Making and Events, pronta riflessione sul posto, è stata la visione strategica dei progetti, seminata nello studio di Londra, che è diventata il carburante per l’impresa. Questi “progetti” si sono evoluti in collaborazione con La Rivoluzione delle Seppie e in discussioni con il sindaco di Belmonte, la cui preoccupazione per l’invecchiamento e la diminuzione della popolazione di Belmonte ha portato alla necessità di affrontare lo sviluppo delle competenze e dell’industria locali. L’obiettivo dei progetti sviluppati in studio era quindi quello di sensibilizzare su questi temi sotto forma di ipotetici progetti in studio, ponendo le preoccupazioni del sindaco in un contesto spaziale e materiale.

La Rivoluzione delle Seppie presenta

BELmondo

Il progetto BelMondo nasce nel 2019, in concomitanza con l’evento Crossings, settimana che dal 2016 La Rivoluzione delle Seppie con il collettivo di architettura Orizzontale, la associazione culturale locale Ex Convento, la London Metropolitan University di Londra, con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Belmonte Calabro, dedicano a workshop, seminari e talk di diversa natura, insieme a stakeholder locali e internazionali.

BelMondo, un mondo immaginario che trova spazio nella reale Belmonte Calabro, cerca di mettere in relazione più realtà presenti in uno stesso momento e in uno stesso luogo: chi cerca una casa, chi ne costruisce una e chi forse vorrebbe vedere la propria in maniera diversa, con la missione della ricerca del medesimo common ground di condivisione.

L’ambito da esplorare non è dato soltanto dall’analisi degli storici elementi di arretratezza che caratterizzano queste aree (difficoltà di accessibilità, mobilità, digital divide, assenza di politiche di innovazione e rischi connessi alla sicurezza del territorio) ma anche dalla conoscenza dei fenomeni di reinsediamenti (nuove forme di turismo, agricoltura e sviluppo locale, presenza attiva di stranieri e migranti)

In pratica, attraverso una lettura critica e attività di sperimentazione sul campo in molteplici occasioni annuali, si intende e si vuole promuovere una visione progettuale finalizzata all’obiettivo di contribuire a rendere competitive ed attrattive queste aree sia al livello globale che nell’ambito dei sistemi territoriali locali.

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Convivialitá

Anno Accademico 2019-20

L’obiettivo è voler promuovere, prima ancora che un metodo pedagogico, un approccio partecipativo affinché si potessero esprimere performance e forme sperimentali, concettuali ma non ideologiche, di una diversa dimensione della Architettura. 

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La Casa

Anno Accademico 2018-19

L’ obiettivo è di approcciare la Ex Casa delle Monache – previamente destinato alla Casa della Cultura – incompiuta di ristrutturazione edilizia, come un cantiere creativo che si espande per l’intero borgo, così da rendere progressivamente funzionali alcuni dei suoi spazi – per finalità sociali e culturali – e il suo posizionamento per lo sviluppo urbano.

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La Biblioteca

Anno Accademico 2017-18

L’obiettivo è un tentativo di riscrittura collettiva di uno spazio: “Le Seppie”, insieme ad alcuni ospiti speciali, si sono dedicati alla Biblioteca comunale di Belmonte Calabro, affinché, da spazio dimenticato, diventi luogo di raccordo tra una migrazione e l’altra, per rileggere lo spopolamento delle aree interne e i fenomeni migratori mondiali come occasioni di riflessione, riscrittura, rinnovamento.

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La Parata

Anno Accademico 2016-17

Le frontiere sono mobili! È proprio in uno spazio divenuto improvvisamente di frontiera come la Calabria, area di approdo dei migranti che attraverso il Mediterraneo raggiungono l’Italia e, allo stesso tempo, di partenza di chi si sposta altrove per lavorare, che si tiene la prima edizione di Crossings.

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Il Convento

Anno Accademico 2016

Una chiamata, che ha portato alla definizione di un gruppo di lavoro, un marchio scaturito dall’icona delle Seppie e un progetto di Workshop Itinerante alla scoperta di tre borghi Italiani. Fino alla scelta di focus sulla realtà calabra come territorio fertile per sperimentare metodi educativi non formali.

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