workshops a.a. 2021-22

Liminal Spaces

L’identità come confine dinamico

Collabora alla realizzazione di Belmondo

Clicca sul link e scopri come sostenerci

Crossings

Summer School, Luglio 2022

Una settimana di ricerca, conclusasi il 24 luglio, ha visto il susseguirsi di incontri, workshop, talk, happening, performance, momenti di convivialità e di condivisione tra studenti internazionali, professionisti, ricercatori, turisti, curiosi e abitanti del luogo.

Il focus di questa edizione era l’interrogarsi e cercare nuove soluzioni di convivenza e di abitare condivise, modi di lavorare e studiare collaborativi con un approccio pratico e tangibile.

Tavolate

Attività di coprogettazione, Luglio 2022

L’obiettivo di queste TAVOLATE è quello di progettare insieme nuovi immaginari e possibilità di utilizzo per il Mercato dellla Marina di Belmonte Calabro e prepararci come comunità ibrida, locale e globale, a ospitare le attività di Crossings 2022. 

Riapertura SeppieLab

Servizio Civile 21/22

Da Agosto l’associazione culturale “Le Seppie”, grazie alla partnership con l’ente Futura ha attivato due progettualità “Inforientagiovani” del servizio civile universale, sia su Amantea che su Belmonte Calabro. Un’occasione che ha portato alla riapertura del Seppie Lab ad Amantea, chiuso nel 2018, aprendo così una finestra su BelMondo, le sue modalità e sul network di professionisti che lo compone.

Field Trip

viaggio e workshop accademico, Ottobre 2021

Dal 26 ottobre al 1 Novembre, sono tornati a Belmonte Calabro gli student* di architettura della London Metropolitan University, per l’annuale “Field Trip”, durante il quale hanno fatto ricerca sul territorio calabrese, attraverso un’esperienza multidisciplinare. Le ricerche di questa settimana sono state  propedeutiche allo sviluppo di progetti ideali per il contesto territoriale calabrese. Hanno preso parte al “Field Trip” di quest’anno anche gli student* della Federico II, vincitori della Jam Design “Utopie Situate”, organizzata lo scorso Luglio da Collettivo Pessoa e dal collettivo scostumat*.

Vernacolare

ABITARE COME RIVOLUZIONE

Alla ricerca di un altro modello di vivere e lavorare collettivamente 

I valori vernacolari sono conoscenze intuitive, un know-how pratico che struttura la cultura quotidiana dell’ordinario. Sono parole, abitudini e conoscenze che informano la vita sociale reale. “Vernacolare” deriva dal latino vernaculam, che significa “allevato in casa” (homebred) o “cresciuto in casa” (homegrown), qualcosa di “fatto in casa”. 
Il vernacolare è un modo di vivere e un linguaggio che esprime il valore di scambio e non quello di mercato. Affermare valori vernacolari significa, di conseguenza, condividere valori democratici ed esprimerli attraverso la partecipazione collettiva.

Per incentivare la partecipazione attiva e per ritornare ad abitare le aree marginali, coinvolgendo un ampio pubblico a vivere e far crescere questi luoghi, anche a distanza.

Attorno alla tematica del Vernacolare si sviluppa il nuovo programma annuale che guarda all’abitare come azione primaria ed essenziale, mettendo così in pratica gli strumenti delineati nel luglio 2020. Con la residenza dei 9 ‘guaglioni’ da Londra – gli studenti della London MET – e alcuni professionisti parte della lRdS, l’ipercollettivo si è reso per la prima volta costantemente presente nel luogo che da anni vive e frequenta. Negli ultimi mesi si è registrata un’intensificazione dell’attività che ha reso possibile una permanenza più lunga (come alla Casa di BelMondo, con bagno e cucina funzionanti) determinando effetti collaterali positivi e inaspettati, come il primo bancomat di Belmonte, o le lezioni d’inglese in paese.

Un cambiamento è in atto, ed è palpabile. Non sono più i workshop settimanali a trovare posto nel programma annuale ma principalmente un altro modo di vivere in maniera attiva con una miriade di scambi con le comunità locali e internazionali. La partecipazione dei diversi membri è sempre più costante e la ricerca è sempre più intensa. Si stanno creando in ampia misura espressioni e progettualità diverse che alimentano una crescita dal basso di questi luoghi. 

“Collaborative È il risultato e al tempo stesso la manifestazione dell’intenzione di raggiungere tale risultato attraverso il coinvolgimento, congiunto e comune, degli impegni e degli sforzi individuali di coloro che partecipano al processo”
Roberto Zancan, INK#4 2020

Josef Albers at Black Mountain College, 1940
Josef Albers at Black Mountain College, 1940 Leggi di più

Abbiamo sempre sostenuto che “l’obiettivo è voler promuovere, prima ancora che un metodo pedagogico, un approccio partecipativo affinché si possano esprimere performance e forme sperimentali, concettuali ma non ideologiche, di una altra dimensione dell’Architettura”. Oggi l’approccio partecipativo sta portando ai suoi frutti, le forme di espressione sono tangibili e la pratica non è solo architettonico-costruttiva: è costruzione come verbo in alternativa agli approcci tradizionali, è comunicazione valoriale per far collidere un’immaginario con il reale, è teoria per orientare il gruppo verso il futuro. La nuova presenza del gruppo permette di evolvere dalla conoscenza e consapevolezza del territorio a effettive soluzioni per un vivere e lavorare collettivamente prendendo la forma dei gusci abbandonati e ritrovando valore nel patrimonio culturale, storico e identitario.